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Doc. Edoardo Zattra

La perdita di capelli

Last Updated on Thursday, 08 December 2011 18:02 Written by Dott. Edoardo Zattra Thursday, 08 December 2011 17:47

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La caduta dei capelli è un fenomeno del tutto fisiologico. Ogni giorno il normale ricambio della cute determina la perdita di un certo numero di capelli che convenzionalmente si considera normale se inferiore a 100. Pertanto soltanto la caduta di un numero di capelli maggiore di 100 è indicativa di una patologia del capello.

Le patologie specifiche dei capelli che determinano la loro caduta vengono definite genericamente col termine “alopecie”.

Esistono vari tipi di alopecia: l’alopecia androgenetica è la più frequente di tutte ed è più  comunemente definita “calvizie”. Colpisce soprattutto gli uomini sopra i 30 anni di età e pare che in tali soggetti vi sia una predisposizione genetica all’alopecia androgenetica. Anche le donne possono essere colpite, seppur più raramente, da questa patologia. Anche se la calvizie, per il gran numero di soggetti che ne sono affetti, è ritenuta un fenomeno quasi fisiologico, questa condizione sia nei maschi che nelle femmine di ogni età va attentamente valutata  in ambito medico specialistico per escludere la presenza di altre patologie concomitanti, di cui l’alopecia potrebbe essere solo un riflesso esterno e dunque una “spia” di una disfunzione ormonale. Un’altra variante di alopecia, molto più rara, è l’alopecia areata: la perdita di capelli in questi casi ha un andamento circolare a livello del cuoio capelluto e si manifesta pertanto con chiazze rotondeggianti inizialmente, ma può arrivare a coinvolgere tutto il cuoio capelluto (in tal caso si definisce alopecia areata “totale”) o addirittura tutti i peli corporei comprese le ciglia e le sopracciglia, i peli ascellari e pubici (in tal caso si definisce alopecia areata “universale”). L’alopecia areata è una patologia che può manifestarsi ad ogni età ed è relativamente frequente nei bambini. La causa dell’alopecia areata non è stata ancora stabilita con chiarezza, tuttavia si suppone che si tratti di una malattia autoimmune cioè causata dal sistema immunitario che reagisce contro l’organismo stesso producendo degli anticorpi specifici che nel caso dell’alopecia areata sarebbero indirizzati contro il follicolo pilifero e capaci di distruggerlo. Un altro fattore comunemente ritenuto responsabile  dell’alopecia areata è lo stress: in realtà si suppone che un evento stressante non sia la causa vera e propria della perdita del capello ma solo un fattore scatenante la caduta, che sarebbe già geneticamente programmata. Anche nel caso dell’alopecia areata la visita specialistica è fondamentale: il dermatologo potrà valutare attentamente sia dal punto di vista clinico che con appositi strumenti lo stato del cuoio capelluto e dei capelli residui per confermare la diagnosi di alopecia ed escludere altre patologie del cuoio capelluto. Anche nel caso dell’alopecia areata è necessario effettuare una serie di esami del sangue per escludere la concomitanza di altre patologie autoimmuni quali problemi di tiroide, diabete, gastrite autoimmune, celiachia, solo per citare le più frequenti. L’alopecia areata infatti talvolta si associa ad altre malattie autoimmuni e pertanto anch’essa può configurarsi come un “campanello d’allarme”.

La caduta dei capelli rapida e senza diradamento evidente è un fenomeno molto frequente che tecnicamente viene definito”telogen effluvium”: spesso in questi casi la perdita si manifesta con aumentato numero dei capelli che cadono nella doccia o rimangono sulla spazzola. Tale condizione è considerata “para-fisiologica” cioè pressoché normale in alcune precise fasi della vita o dell’anno. Alcuni esempi sono la fase post-partum,  condizioni patologiche (come febbre, pregressi interventi chirurgici), il cambio di stagione, l’esposizione solare intensa, diete dimagranti, il fumo di sigaretta, alcuni farmaci e soprattutto lo stress psico-fisico. I periodi di intenso stress infatti spesso sono seguiti a distanza di qualche mese da una rapida e cospicua caduta di capelli. Il lasso temporale che intercorre tra l’evento stressante  e la caduta dei capelli è mediamente di circa 3-4  mesi,  corrispondenti al ciclo di crescita e sviluppo dei capelli. Pertanto i capelli che cadono sono quelli che 3 mesi prima, in concomitanza con l’evento stressante, si stavano formando.

La diagnosi di alopecia o di telogen effluvium viene posta dal dermatologo con l’ausilio dell’accurato esame clinico del cuoio capelluto, con alcuni tests eseguiti durante la visita (come il pull test) e con l’eventuale ausilio di strumenti specifici come il dermatoscopio manuale o il videodermatoscopio. In casi più difficili si potrà eseguire la biopsia cutanea del cuoio capelluto per valutare la natura specifica delle lesioni.

La terapia delle alopecie varia a seconda del tipo di alopecia e comprende farmaci topici (lozioni, creme, gel) o sistemici (per bocca). Alcune varianti di alopecia (alopecia areata) possono essere trattate anche con terapie fisiche eseguite dallo specialista dermatologo ed in particolare con la crioterapia con neve carbonica (il cosiddetto “criomassaggio”).  In commercio esistono numerosi integratori a base di vitamine ed estratti vegetali che agiscono sui follicoli piliferi stimolando la crescita dei capelli e costituiscono un valido complemento alle terapie topiche e sistemiche dell’alopecia.

In ogni caso è importante che ad ogni caduta di capelli più intensa del normale o in presenza di aree di diradamento evidenti ci si rivolga al proprio medico curante o al dermatologo per un’attenta valutazione di ogni possibile causa della perdita di capelli e per escludere problemi internistici di cui la caduta dei capelli potrebbe essere un sintomo.

 

NOVITA' AUTUNNO 2011

Last Updated on Thursday, 08 December 2011 18:01 Written by Dott. Edoardo Zattra Thursday, 01 December 2011 17:43

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ATTIVAZIONE SERVIZIO DI CHIRURGIA DERMATOLOGICA

  • asportazione di nevi melanocitici
  • asportazione di cisti

Asportazione chirurgica ed esame istologico di lesioni cutanee

presso il poliambulatorio "ROMANO MEDICA"

Telefono: 042433477

La Prevenzione del Melanoma Maligno

Written by Dott. Edoardo Zattra Sunday, 17 July 2011 10:07

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Con l’arrivo dell’estate e dell’esposizione al sole dobbiamo ricordarci di avere cura della nostra pelle. Il sole, nelle giuste “dosi”, fa bene: combatte l’osteoporosi, migliora l’umore e dona alla cute un aspetto tonico. Non va però dimenticato il fatto che le scottature solari sono fra le cause principali di insorgenza dei tumori cutanei, in particolare del melanoma. Il melanoma cutaneo è un tumore maligno che origina dai melanociti della pelle. E’ un tumore sempre più comune, in Europa la sua incidenza è di circa 12 nuovi casi all’anno per 100000 abitanti mentre in Australia, dove popolazioni nordiche vivono in zone tropicali, l’incidenza arriva a 40 nuovi casi all’anno su 100000 abitanti. Si calcola che il rischio medio per un Italiano di sviluppare un melanoma maligno nel corso della vita sia di 1 su 120, e questo rischio è in continuo aumento. Il melanoma tende oggi a presentarsi in età sempre più giovane. Fortunatamente nei bambini al di sotto dei 10 anni rimane un tumore raro. I fattori di rischio per il melanoma sono:

Fototipo I e II (pelle chiara, capelli chiari, occhi chiari, scarsa capacità di abbronzarsi e tendenza alla scottature)

Eccessiva esposizione solare acuta ed ustione solare in età infantile/sensibilità al sole

Nevi melanocitici multipli

Nevi congeniti

Diagnosi precedente di melanoma

Parenti affetti da melanoma

Immunosoppressione

Per quanto riguarda l’esposizione al sole bisogna ricordare che durante il periodo estivo la fascia oraria da evitare è quella che va dalle 11.00 alle 16.00. Questo è particolarmente importante nei bambini, dato che la pelle è più delicata e risente maggiormente dei danni causati dalle radiazioni ultraviolette del sole.

Buona norma è utilizzare sempre una protezione solare adeguata al fototipo, e proteggere i bambini con cappellino, maglietta e occhiali da sole.

L’80% dei melanomi compare su cute clinicamente sana. Dato che negli adulti la comparsa di un neo nuovo non è un evento comune, bisogna porre particolare attenzione ad eventuali “novità” nella nostra pelle. In caso di insorgenza di nuove lesioni è importante rivolgersi al medico specialista in dermatologia per una valutazione clinica e strumentale della lesione (epiluminescenza con dermatoscopio). Una buona regola è quella dell’ABCDE:

Asimmetria

Bordi irregolari

Colore disomogeneo

Dimensioni superiori ai 6 mm

Evoluzione

 

Pur in aumento, il melanoma maligno oggi viene riconosciuto sempre più precocemente grazie all’attività di prevenzione e all’informazione della popolazione. Questo è di fondamentale importanza perché il melanoma maligno riconosciuto in uno stadio avanzato può dare origine a metastasi a in alcuni casi a decesso del paziente. Se invece viene asportato in tempo il melanoma si può considerare guarito.

 

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